Epatite

Epatite

Le epatiti virali sono malattie molto gravi, provocate da differenti tipi di virus con caratteristiche immunologiche e strutturali eterogenee. I virus epatitici, in ogni caso, hanno la capacità di infettare il fegato, determinando serie conseguenze per l’organismo umano.

L’entità dei danni provocati varia in base al tipo di virus, alla carica virale, al meccanismo di acquisizione dell’infezione ed, infine , a seconda dell’età e della risposta immune dell’individuo.

Le diverse forme di epatite, seppur espresse attraverso forme cliniche differenti, si manifestano clinicamente in modo simile: la distinzione è possibile solo attraverso un’indagine epidemiologica particolarmente accurata.
Epatite A
Si trasmette attraverso i contatti interpersonali, o ingerendo cibi ed acqua contaminati: la sua diffusione è legata alle condizioni igieniche generali (in particolare alla contaminazione da parte di materiale fecale di persone infette). Anche se provoca una malattia acuta, non diventa un’infezione cronica ed, inoltre, le forme mortali sono molte rare. Nei bambini si manifesta con una lieve sintomatologia, che può passare anche inosservata; negli adulti è invece molto più grave: produce ittero e costringe a letto per settimane. Esiste un vaccino.

Epatite B
Si trasmette attraverso il contatto con sangue infetto (trasfusioni, siringhe d altri strumenti medici non sterili), rapporti sessuali (orali, genitali ed anali) non protetti con persone portatrici del virus, e tramite procreazione da madre infetta. Se contratta in età molto giovane, l’epatite B assume generalmente forma cronica. Esiste un vaccino (obbligatorio per legge dal 1991).

Epatite C
Si trasmette attraverso il contatto con sangue infetto come l’epatite B ma, a differenza di essa, il contagio attraverso i rapporti sessuali è molto raro e non è stato provato quello attraverso procreazione da madre infetta. Nel 50% dei casi assume forma cronica ed il 70% delle volte provoca cirrosi epatica. Dal 1989, ovvero dall’identificazione del virus HCV, il contagio attraverso trasfusioni è praticamente da escludere (perlomeno nei paesi industrializzati). Non esiste vaccino: le misure di igiene rappresentano tuttavia un valido strumento di prevenzione.

Epatite D
Chiamata anche “epatite delta”, è causata da un virus particolare, la cui sopravvivenza è strettamente legata alla presenza del virus B, del quale va ad incrementare gli effetti. Di conseguenza, come prevenzione occorre semplicemente vaccinarsi all’epatite B.

Epatite E
Simile all’epatite A, la trasmissione avviene prevalentemente attraverso il contatto con acque contaminate. Non assume forma cronica; di contro, le forme fulminanti sono frequenti (specie nelle donne al 2°-3° mese di gravidanza. In Europa è rarissima, mentre è molto diffusa nelle aree orientali e medio-orientali. Non esiste vaccino.

Epatite G
Gli effetti del virus HGV, identificato nel 1995, non sono ancora del tutto chiari: sicuramente può dare luogo ad infezioni acute, il più delle volte soggette a guarigione (come indicano gli anticorpi trovati in molti pazienti). Nella forma cronica, il virus rimane nel sangue anche per anni, tuttavia è molto raro trovare malattie di fegato associate. Nel 10-15% dei casi le persone affette da epatite C a causa di una trasfusione, sono anche colpiti dall’HGV.

 
 
 
 
 

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