Iridologia

Iridologia

Gli occhi non sono solo lo specchio dell’anima, riflettono anche lo stato generale del corpo e di ogni suo singolo organo. Attraverso l’iridologia, la lettura morfologica e cromatica dell’iride, è infatti possibile ricavare informazioni relative all’organismo nella sua integrità.

L’iridologia è una tecnica di indagine diagnostica ideata da un omeopata ungherese, Ignazio Von Peczely, che studia le rappresentazioni topografiche presenti nell’iride, corrispondenti alle diverse parti del corpo: in presenza di un’anomalia presso un dato organo, una particolare zona dell’iride manifesta determinate alterazioni (della trama, del colore, macchie, etc.).
La concordanza con l’accertamento clinico, effettuato in parallelo, ha garantito nel tempo l’attendibilità di questo metodo diagnostico.

L’analisi dell’iride, realizzata attraverso l’iridoscopio, permette di stabilire anche le predisposizioni di alcune parti dell’organismo a determinate malattie, indicando le debolezze congenite o acquisite che potrebbero evolversi a livello patologico.

L’iridologia, inoltre, consente di valutare:

  • quoziente energetico;
  • capacità reattiva;
  • entità del sovraccarico tossinico;
  • capacità di eliminazione dei residui metabolici;
  • equilibrio psico-neuro-endocrino;
  • stato di sofferenza degli organi.

L’iridologia esamina punti, rilievi, anelli di varia densità e pigmentazione dell’iride. In relazione alle zone nella quale sono localizzati è possibile diagnosticare l’organo colpito o la funzione del corpo o alterata, individuando anche eventuali carenze minerali ed energetiche.

Il trasferimento del messaggio alla struttura iridea

I tessuti dell’iride provengono prevalentemente dagli strati ectodermico e mesodermico, ovvero dal collegamento nervoso diretto e dalle strutture vascolari e di sostegno. La relazione tra l’iride ed il resto del corpo avviene attraverso il talamo ottico, al quale arrivano le sensazioni inconsce che, grazie ad esso, diventano coscienti.

Le cellule fotorecettrici situate nella retina, trasferiscono i loro impulsi ad una serie di cellule interconnesse. Queste, a loro volta, trasportano le informazioni alle cellule del nervo ottico, il quale le porta al cervello. Esiste uno stretto rapporto fra l’iride ed il sistema cerebrale nervoso: il cervello invia all’occhio le sensazioni ricevute dalle cellule. E’ per questo motivo che, in caso di anomalie, l’iride riflette tali alterazioni sotto forma di macchie, linee, fessure, striature, etc.

Essendo in comunicazione sia con il sistema nervoso cerebro-spinale che con quello simpatico, qualsiasi alterazione dell’equilibrio corporeo viene espressa attraverso una dilatazione od una costrizione dei vasi ciliari, oppure, con una contrazione o un rilassamento del muscolo irideo.

 
 
 
 
 

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