Storia delle Terme

Storia delle Terme

L’acqua è un elemento indispensabile per vita umana: fin dai tempi più antichi è stata considerata indispensabile sia per la sua sussistenza (è il costituente corporeo prevalente, con una percentuale pari circa al 60%), che per la nascita e lo sviluppo delle civiltà.

L’uomo ne scoprì presto anche le importanti proprietà benefiche: si rese conto della sua capacità di proteggerlo dalle malattie, agevolandone la cura e prevenendone la comparsa. All’acqua furono attribuite molteplici virtù magiche, essendo considerata un vero e proprio dono degli dei. Numerosi miti e le leggende, infatti, narrano di miracolose guarigioni dell’anima e del corpo, attribuite appunto ai suoi arcani poteri. L’uomo ha da sempre ricercato la salute ed il benessere in questo elemento che, nel corso della storia, è stato spesso caricato di valenze simboliche e culturali.

Ippocrate, all’interno del famoso “Corpus Hippocraticum”, dedica un’ampia sezione alle proprietà terapeutiche dell’acqua, analizzandone i caratteri chimici ed organolettici, i problemi igienici sull’uso dei bagni in varie malattie ed, in genere, gli effetti del bagno caldo e freddo sull’organismo umano. Già nel V secolo a.C. erano conosciute le proprietà benefiche delle sorgenti sulfuree, specie nella cura delle malattie cutanee e nell’attenuare i dolori muscolari ed articolari.
Durante l’impero romano, a testimonianza dell’importanza attribuita alle proprietà terapeutiche delle acque, il fenomeno termale coinvolse in modo evidente anche l’edilizia, affiancando al significato igienico del bagno connotazioni di ordine sociale e culturale. Le terme erano aperte a tutti, indipendentemente dal ceto sociale: il loro accesso fu aperto presto anche alle donne.

Resi maestosi da marmi e decorazioni pregiate, ai complessi termali erano collegate biblioteche e sale riunione, palestre e solari, botteghe e giardini. Famosi medici romani (Plinio, Galeno, ed Erodoto) tentarono le prime classificazioni ed interpretazioni del rapporto tra l’azione curativa delle acque termali e le relative caratteristiche chimico-fisiche. La durata consigliata per il bagno terapeutico era inizialmente di 30 minuti, per aumentare in modo progressivo fino a 2 ore e decrescere al termine del trattamento. Il bagno doveva essere eseguito a digiuno, preferibilmente nella stagione primaverile e autunnale, rigorosamente sotto controllo medico.

In seguito alla caduta dell’impero romano e alle deturpanti invasioni barbariche, lo splendore della cultura termale decadde, anche a causa dell’affermarsi di una cultura cristiana contraria a tali forme di nudità e promiscuità. Nel Medio Evo, se da una parte fu messo al bando l’antico valore sociale ed edonistico del bagno, vennero indagati i meccanismi d’azione delle varie acque, attraverso lo studio dei relativi effetti specifici: le acque sulfuree, ad esempio, vennero raccomandate per le malattie della pelle, mentre le salsobromoiodiche furono consigliate per la sterilità femminile.

Nel periodo rinascimentale la scoperta della stampa favorì la divulgazione delle informazioni, con un conseguente utilizzo più ampio delle cure idrologiche. Se ne occuparono in diversi ambiti alcuni tra i più dotti e geniali medici dell’epoca, tra i quali si ricordano Bacci, Falloppio e Mercuriale; il nome e la fama di molte stazioni termali furono legati a personaggi illustri, come Federico II, Tetrarca e Bonifacio VIII. A partire dal XVIII secolo, lo sviluppo della medicina facilitò le prime analisi sulla composizione delle acque minerali, garantendo alle terapie un adeguato apporto scientifico.

Gli stabilimenti termali vennero ampliati e potenziati, anche l’edilizia subì un netto incremento, grazie a parchi, giardini, luoghi di incontro e lussuosi alberghi: inizio ad affermarsi il cosiddetto termalismo d’élite. Dopo le due guerre mondiali, esso lasciò il posto ad un termalismo sociale, aperto ad un pubblico decisamente più ampio, che continua oggi ad avere un grande successo, coinvolgendo sempre più persone desiderose di sfruttare appieno le proprietà terapeutiche del patrimonio idrominerale.

 
 
 
 
 

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